EB2550 - TIROCINIO DI PASTORALE VOCAZIONALE I

 

Prof. MARIO OSCAR LLANOS

Cattedra di PASTORALE VOCAZIONALE

Facoltą di Scienze dell’Educazione

FORMAZIONE E ANIMAZIONE DELLE VOCAZIONI

UNIVERSITň PONTIFICIA SALESIANA

 

 

5 ECTS - 3 crediti nel I semestre

 

-       COS'ť UN TIROCINIO? QUALE «MODELLO FORMATIVO»?

Il tirocinio Ź fondamentalmente un’iniziazione metodologica nel campo della pastorale e pedagogia la vocazionale. Opportunamente preparato, rappresenta un’organica saldatura fra teoria e prassi [1], rappresenta un «momento privilegiato del processo formativo» [2], e serve a superare la concezione dell’apprendimento come acquisizione di informazioni (anche se pregnanti dal punto di vista cognitivo), per favorire invece lo sviluppo delle capacitą operative basilari che permettono andare al di lą della conoscenza per misurarsi consapevolmente con la pratica professionale nel campo del lavoro vocazionale.

Il tirocinio qualifica l’attivitą di formazione come un «agire sapendo», anche se a volte puė assumere le caratteristiche dell'attivitą di formazione del laboratorio che si qualifica come un «sapere agito». In ogni caso, sicuramente le conoscenze offerte dal tirocinio sono differenti della conoscenza teorica che si qualifica come un «sapere sapiente».

Nel tirocinio il processo di acquisizione deriva dall'esperienza stessa e si produce nella pratica riflessiva, che rende significativo l'apprendimento, ovvero riflessivo, consapevole dei processi che lo hanno reso possibile.

Il tirocinio mette in rapporto sistemico l'universitą e i servizi di PV nella loro quotidianitą. Non Ź un semplice addestramento professionale. Piuttosto, Ź una forma di apprendimento in cui l'attivitą professionale dell’operatore vocazionale si configura come permanente capacitą di rimettersi in discussione. ť un momento di apprendimento continuo e perciė si configura come proposta di ricerca pedagogico pastorale.

In particolare, il tirocinio puė configurarsi come un esercizio di ricerca azione. Cohen, Manion definisce la ricerca azione come una «forma di indagine autoriflessiva intrapresa dai partecipanti in situazioni sociali per migliorare la razionalitą e giustizia delle loro prassi sociali o educative come anche la loro comprensione di queste prassi e delle situazioni dove si svolgono tali prassi. Questi partecipanti possono essere insegnanti, studenti o capi di istituto e il processo Ź piĚ potente se intrapreso in maniera collaborativa anche se a volte puė essere intrapreso individualmente o con esterni» [3]. ť facile il collegamento con le realtą vocazionali, fondamentalmente, educative, che possono usufruire di questa modalitą di ricerca e analisi.

Nella prima teorizzazione di K. Lewin riguardo alla ricerca azione si tenta di collegare l’attivitą di ricerca alla modificazione e al miglioramento dei sistemi sociali e delle situazioni reali con le quali veniva in contatto, intesa inizialmente soprattutto come capacitą dello scienziato sociale a fungere da agente di cambiamento riguardo ai problemi posti dall’utente. Successivamente (anni ’1970) il lavoro di Lewin e i suoi collaboratori del Tavistock Institute ci aiuta a caratterizzare la ricerca azione utilizzabile nel nostro tirocinio come:

§  una collaborazione e un confronto tra studenti ed operatori sia nella definizione dei problemi concreti da indagare, sia nello svolgimento della ricerca, sia nell’impostazione della pedagogia da applicare successivamente. La ricerca Ź realizzata da tutti gli interessati, seguiti da un esterno (in questo caso il docente del tirocinio) che svolge il ruolo di consulenti, in un rapporto di paritą;

§  il superamento della pretesa neutralitą del ricercatore (tirocinante) e della ricerca che non si limita a conoscere un fenomeno, ma che deve diventare poi agente di cambiamento socio-educativo-vocazionale all’interno del progetto;

§  alla ricerca sperimentale «ricerca per sapere», la ricerca azione si pone come «ricerca per agire», quindi si concentra sulla risoluzione di un problema sia come spiegazione dei fatti che come progettazione di interventi in specifici contesti;

§  attenzione alle dinamiche sociali e alle situazioni ambientali del contesto educativo, formativo, vocazionale, considerate come variabili tra le altre nello svolgimento della ricerca. Per questo la ricerca azione del tirocinante prevede l’esame attento e articolato delle dinamiche di gruppo e delle forze sociali che impediscono o aiutano lo svolgimento della ricerca stessa, anche utilizzando eventualmente tecniche di gestione dei conflitti che possono aiutare gli operatori a concordare le loro strategie e gli interventi.

 

La ricerca azione rappresenta la forma piĚ strutturata ed avanzata della ricerca partecipante, propria del tirocinio, anche se la sua definizione non Ź univocamente interpretata nella letteratura, secondo il peso e l’importanza che assumono il peso della ricerca, la formazione del personale coinvolto nella ricerca, le innovazioni che si intendono introdurre, il ruolo che assume chi opera nel campo e chi fa ricerca.

 

Per un altro verso, il tirocinio offre un insieme di circostanze utili a formare l'intelligenza interpersonale del futuro operatore vocazionale attraverso il monitoraggio su se stesso, soprattutto nel rapporto tra apprendimento ed emozione e nel controllo della sfera emotivo motivazionale dei partecipanti alle iniziative di PV studiate.

ť un'attivitą pluripersonale per il numero delle persone che interagiscono esercitando anche ruoli diversi, e interdisciplinare per la messa in gioco e per l'integrazione  di conoscenze, competenze, prospettive diverse....

ť uno spazio che prepara ad una professione facendo sď che i protagonisti tutti diventino oggetto/soggetto della formazione. In questo senso, si configura come una «metaformazione», che appare contraddistinta:

-       I PROTAGONISTI

I protagonisti del tirocinio sono i seguenti: lo studente-tirocinante (singolo e gruppo), il professore guida-tutore, i responsabili delle iniziative o attivitą di PV, i partecipanti alle stesse attivitą.

Lo studente-tirocinante

Egli, da un’iniziale situazione di destinatario della formazione, attraverso la simulazione di esperienze, espleta un primo esercizio di responsabilitą e diviene soggetto di formazione. Le principali padronanze che l'attivitą di tirocinio si prefigge di aiutargli a raggiungere sono le seguenti:

 

Il professore che guida il tirocinio

Il professore assiste e facilita il rapporto tra i tirocinanti e i responsabili della PV in studio, ottimizzando i contesti e le istanze formativi. Per il suo intervento il tirocinio dovrebbe passare da campo virtuale a campo virtuoso di apprendimento. Rispetto alla sua funzione emergono alcune questioni specifiche: 1. Che cosa e come negoziare con i responsabili dei progetti o delle iniziative vocazionali? 2. Come relazionarsi col gruppo di studenti-tirocinanti? Quale stile di conduzione, quale atteggiamento? 3. Come fare consulenza agli studenti-tirocinanti? (relativamente al loro ruolo e funzione nell’iniziativa o progetto vocazionale) 4. Come impostare le modalitą di discussione e rielaborazione dell'esperienza? (con gli studenti) 5. Come definire un sistema di valutazione per il tirocinio?

Rispetto alla professionalitą docente potrebbero emergere necessitą di chiarimento teorico e/o operativo riguardanti aspetti nodali, quali:

  1. La relazione con gli studenti (gruppo, e singoli)
  2. La mediazione didattica
  3. L'osservazione dei processi di insegnamento-apprendimento
  4. La progettualitą (livelli e tipologie).

I responsabili delle iniziative-progetti di PV

Essi, da un iniziale ruolo di soggetto di formazione, posto a contatto con il tirocinante riflette sulla propria professionalitą fino a rimetterla in discussione. Deve essere in conoscenza della natura del tirocinio e delle implicazioni pratiche che la presenza del tirocinante puė avere all’interno della sua organizzazione.

Una volta identificata la struttura in cui svolgere il tirocinio, si procederą a stipulare un’apposita convenzione, e a concordare un contratto formativo riguardante le attivitą, i compiti,  i tempi, le figure di riferimento per gli studenti.

Il modello dell’integrazione e della riflessivitą qualifica il rapporto tra l’Universitą e le iniziative di PV, prima di tutto, perché mette a confronto figure differenti per impostazione e linguaggio, poi perché innesca una riflessione all'interno della stessa istituzione di PV, che puė portare ad un’innovazione nella impostazione pedagogica, ma, al tempo stesso, presso i corsi universitari per insegnanti, puė stimolare la verifica dell’efficacia delle scelte culturali e educative. La qualitą della relazione non passa solo attraverso la disponibilitą per la collaborazione, ma soprattutto si realizza nella chiarezza e nella trasparenza degli accordi, nel riconoscimento dei ruoli e delle specificitą formative. 

I partecipanti alle iniziative di PV

I partecipanti alle iniziative sono apparentemente passivi in un’attivitą di tirocinio.

Perė possono, non solo trarre positive conseguenze, ma anche essere stimoli trainanti e soprattutto cartina di tornasole dell'intera architettura formativa.

Potranno avere anch’essi una parola nella valutazione del tirocinio.

-       L’OBIETTIVO

Il tirocinio si propone far sď, che i futuri operatori vocazionali raggiungano un profilo professionale caratterizzato dalla capacitą d’inserirsi nell’azione pedagogica e PV con un elevato grado di consapevolezza da un lato, e, dall’altro, di illuminate capacitą produttive nel promuovere dal punto di vista vocazionale gli altri.

Tale obiettivo non si raggiunge con una progettazione programmatica a tavolino, sia pur collegiale; occorrono modalitą organizzative che permettano una continuativa interazione fra i responsabili e gli allievi, con opportunitą di compresenze piĚ frequenti nei primi tempi dell’attivitą. I problemi di apprendimento non vengono completamente compresi attraverso un’illustrazione soltanto verbale.

Poi Ź opportuno prendere coscienza dei diversi livelli di obiettivi che si raggiungono in forma diretta o indiretta al di lą del fatto di una corretta preparazione professionale.

Obiettivi concernenti la professionalitą

1.  Acquisizione della consapevolezza del ruolo e della funzione dell’operatore vocazionale nell'ambito dell'autonomia delle iniziative di PV e della ricerca pedagogico-pastorale.

2.  Capacitą di interazione professionale con il territorio (individuazione dei fabbisogni formativi ed esplicazione dell'offerta formativa in relazione ad occasioni e risorse).

3.  Capacitą di lettura e di interpretazione critica, ai fini progettuali, della documentazione riguardo a iniziative e istituzioni di PV. 

4.  Capacitą di orientamento, di interazione con le realtą formative professionalizzanti.

5.  Capacitą di strutturare e di documentare le esperienze e le conoscenze.

Acquisizione di padronanze comunicative e relazionali

  1. Capacitą di individuare, gestire e superare situazioni di apprendimento problematico.
  2. Capacitą di lavorare, discutere e mediare in forma costruttiva e cooperativa.

Obiettivi inerenti all’ambito scientifico proprio

  1. Distinguere la disciplina ricerca dalla disciplina insegnamento e filtrarla.
  2. Cogliere nello statuto epistemologico dell’azione di PV il potenziale formativo della medesima ed elaborarlo in modelli di padronanza.
  3. Distinguere, utilizzare e correlare conoscenze, metodi e ricerca del campo.
  4. Leggere in prospettiva diagnostica e pronostica iniziative, processi e stili di servizio vocazionale.
  5. Distinguere e coniugare i diversi momenti dell'attivitą progettuale: fase teorica, osservazione, progettazione, esecuzione, valutazione.
  6. Strutturare il compito di  apprendimento – impegno nel servizio vocazionale.
  7. Conoscere ed utilizzare a proposito metodologie, linguaggi, strumenti disciplinari.
  8. Verificare, misurare, valutare e convalidare il progetto.

-       CRITERIO GENERALE PER L’ORGANIZZAZIONE

Come criterio generale per organizzare il tirocinio si deve assumere il fatto che quanto piĚ lo studente Ź messo in condizione di partecipare in modo attivo e non passivo o di addestramento al servizio dell’animazione vocazionale, tanto piĚ forte sarą la sua motivazione a mettersi in gioco, ad apprendere, con significativi effetti anche sul piano soggettivo.

D'altra parte, quanto piĚ l'esperienza Ź collegata al processo di apprendimento dello studente-tirocinante, tanto piĚ essa acquista senso e valore formativo.

 

-  ARGOMENTI

 

Il Tirocinio prevede in primo termine, un contatto diretto con i testimoni e i protagonisti privilegiati della PV attuale nella Chiesa locale, particolare ed universale: Pontificia Opera per le Voca­zioni, Centro Nazionale Vocazioni, carismi vocazionali (Rogazionisti, Apo­stoline, Vocazionisti…), Centro Dioce­sano Vocazioni, Seminario Minore, Editrici vocazionali, Responsabili di Rivi­ste Vocazionali, Responsabili di ser­vizi e iniziative vocazionali. A questo scopo il gruppo dei tirocinanti assieme al docente organizzano una serie di in­contri.

In secondo termine, il Tirocinio propone l’analisi curata di sussi­di di PV esistenti, secondo una griglia specifica, e l’elaborazione di una pro­posta di miglioramento sistematico dei me­desimi. Nella scelta si terrą conto delle differenti finalitą educative, pastorali, e vocazionali e le diverse attivitą che tali sussidi possono guidare: momenti di preghiera, celebrazioni particolari, ritiri voca­zio­nali, convivenze, settimane vo­cazionali, mesi vocazionali, campi vocazio­nali, proposte di animazione per il territorio, per la parrocchia o in al­tri ambienti pastorali, presentazioni vocazionali riguardanti santi fondatori, ecc.

Testi:

Llanos M., Iniziazione all’animazione vocazionale. Guida pratica per il Tirocinante (UPS, Dispensa EB2550/1 - EA0850/1, 2012-2013).

 

 

 

Casella di testo: 4	Un testo di base per la Cattedra 4 “SERVIRE LE VOCAZIONI NELLA CHIESA”

 

Casella di testo: 4	I SITI INTERNET riguardanti tematiche vocazionali

 

Casella di testo: 4	Un’Associazione per la vocazione matrimoniale e familiare

 

 

 

Telaio: Homepage
LLANOS
Telaio: Homepage
UPS

 

 

 

 

© MOLL-2013

 

 



[1] Cannizzaro L., Il Tirocinio: scheda sul dibattito in corso, in «Universitą e Scuola» 3 (1998) 1.

[2] Bini G. (e.a.), Il tirocinio nella formazione iniziale degli insegnanti, in «Universitą e Scuola» 1 (1996) 1.

[3] Cohen L. - Manion L., “Action Research” in Bell J. (Ed) Conducting Small-Scale Investigations in Educational Management, London, Harper Educational, 1984.